Dal 28 giugno 2025 l'European Accessibility Act vale anche per molti siti privati, e il commercio elettronico verso i consumatori è uno dei servizi coperti. In Italia la direttiva è stata recepita con il D.Lgs. 82/2022. Se il vostro negozio online vende a privati, con buona probabilità vi riguarda.
Quasi nessuno ci ha pensato quando ha scelto il tema. Il sito funziona, gli ordini arrivano, e l'accessibilità sembra una questione per le pubbliche amministrazioni. Non lo è più, e chi controlla non è solo AgID: chiunque può segnalarle un sito che non rispetta i requisiti, che sia un cliente rimasto bloccato al carrello o un'associazione.
Chi è obbligato e chi no
L'obbligo vale per chi offre ai consumatori i servizi elencati dalla norma, e il negozio online è fra questi. Sono esentate le microimprese che forniscono servizi: meno di 10 occupati e fatturato annuo, oppure totale di bilancio, non superiore a 2 milioni di euro. Servono entrambe le condizioni. Con 10 occupati o più l'esenzione non vale, qualunque sia il fatturato; con 8 dipendenti e 2,3 milioni di fatturato e di bilancio, neanche.
Sui servizi vigila AgID. Le sanzioni previste dall'art. 24 del D.Lgs. 82/2022 vanno da 5.000 a 40.000 euro.
Oltre a sistemare il sito, la norma chiede di pubblicare le «informazioni sull'accessibilità»: come il servizio rispetta i requisiti e come un utente può segnalare un problema. Attenzione al nome. La «dichiarazione di accessibilità» è il documento delle pubbliche amministrazioni; un'azienda privata pubblica le informazioni previste dall'art. 12 e dall'allegato IV del decreto. La differenza fra i due documenti è spiegata anche nelle domande frequenti della nostra pagina sull'accessibilità.
Il riferimento tecnico è la norma europea EN 301 549, che per il web rimanda alle WCAG 2.1 di livello AA.
Un caso: il tema di serie non basta
Abbiamo installato un negozio WooCommerce con uno dei temi più diffusi, senza nessuna personalizzazione: prodotti di prova, menu e pagine come escono dall'installazione. Poi lo abbiamo fatto passare dallo stesso controllo automatico che usiamo per i clienti, su 10 pagine tipo (home, categorie, schede prodotto, pagine del negozio).
Risultato: 113 problemi gravi. 112 sono di contrasto: testi grigio chiaro su fondo bianco, etichette delle categorie e prezzi barrati che chi vede poco non riesce a leggere. L'ultimo è un controllo troppo piccolo per essere toccato con sicurezza su uno schermo touch.
Due cose da portarsi a casa. La prima: un sito «nuovo» e «fatto bene» può avere comunque centinaia di problemi, perché li eredita dal tema. La seconda: quei 113 sono solo quelli che una macchina sa riconoscere. Gli strumenti automatici trovano una parte dei problemi, quelli misurabili come il contrasto o un'immagine senza testo alternativo. Se il pagamento si blocca usando la tastiera, nessun controllo automatico ve lo dice.
I 5 controlli manuali da fare prima di tutto
Non serve essere sviluppatori per farli. Servono mezz'ora e i percorsi da cui dipendono le vendite: cercare un prodotto, aprirne la scheda, metterlo nel carrello, pagare.
1. Comprate un prodotto solo con la tastiera
Mettete da parte il mouse. Con Tab andate avanti, con Maiusc+Tab tornate indietro, con Invio attivate link e pulsanti, con la barra spaziatrice spuntate le caselle. Arrivate fino alla conferma dell'ordine.
Mentre lo fate guardate due cose. Dovete sempre vedere dove siete: se l'elemento selezionato non ha un bordo o un'evidenza, il tema ha tolto l'indicatore del focus. E non dovete mai restare intrappolati: un menu a tendina, un banner dei cookie o una finestra di scelta della taglia da cui non si esce con Tab o Esc bloccano chi non usa il mouse.
2. Ascoltate la scheda prodotto con un lettore di schermo
Su Windows c'è NVDA, gratuito; su Mac e iPhone c'è VoiceOver, già installato. Aprite una scheda prodotto e ascoltate. I pulsanti devono dire cosa fanno: «Aggiungi al carrello», non «pulsante». Le icone del carrello, del cuore e della lente hanno bisogno di un nome. Le foto del prodotto devono avere un testo alternativo che dica cosa mostrano, e il prezzo deve essere letto in modo comprensibile, anche quando c'è uno sconto.
3. Sbagliate apposta i moduli
Nel checkout lasciate vuoto un campo obbligatorio, scrivete un CAP con le lettere, una email senza chiocciola. L'errore deve comparire in modo chiaro, vicino al campo, e il lettore di schermo deve leggerlo. Un bordo rosso da solo non basta a chi non distingue i colori. Ogni campo poi deve avere un'etichetta visibile e collegata: i moduli che usano solo il testo segnaposto grigio dentro il campo perdono l'indicazione appena si inizia a scrivere.
4. Ingrandite al 200% e restringete la finestra
Con Ctrl e + portate lo zoom del browser al 200%. Il testo deve restare leggibile senza sovrapporsi e senza costringere a scorrere in orizzontale. Poi provate da telefono, ruotando lo schermo: alcuni temi bloccano l'orientamento o tagliano il pulsante di acquisto.
5. Controllate i messaggi che compaiono da soli
Quando un prodotto finisce nel carrello, il sito di solito mostra un avviso o aggiorna il contatore in alto. Chi vede lo schermo se ne accorge; chi usa un lettore di schermo deve sentirselo annunciare, altrimenti preme di nuovo il pulsante e si ritrova tre pezzi nel carrello. Lo stesso vale per i filtri delle categorie che aggiornano la lista senza ricaricare la pagina e per i codici sconto applicati.
E il widget di accessibilità?
Molti negozi hanno risolto installando un widget: un'icona che apre un pannello per ingrandire il testo o cambiare i colori. Il codice della pagina però resta com'era. Un pulsante senza nome continua a non averlo, un modulo che non si compila da tastiera continua a non compilarsi. Chi usa un lettore di schermo ha già i suoi strumenti e spesso questi pannelli li disattiva, perché si mettono in mezzo. I requisiti si verificano sul codice, ed è lì che vanno fatte le correzioni.
Da dove partire
Prima controllate la soglia: se siete una microimpresa di servizi, la norma vi esenta. Se non lo siete, fate i cinque controlli qui sopra e annotate dove vi bloccate. Poi fate passare un controllo automatico: vi dirà quanti problemi di contrasto, di immagini e di struttura avete, e su quali pagine. Le correzioni vanno fatte nel tema o nel codice del sito, non con un plugin aggiuntivo. Alla fine pubblicate le informazioni sull'accessibilità.
Se volete un punto di partenza senza spendere nulla, sulla nostra pagina dedicata all'accessibilità potete chiedere un check gratuito: indicate l'indirizzo del negozio e vi mandiamo via email un report automatico con i problemi più gravi. Se poi serve l'audit completo, con i percorsi di acquisto rifatti a mano con tastiera e lettore di schermo, il prezzo è fisso e lo trovate sulla stessa pagina.