Che tipo di siti costruiamo
- Sito istituzionale. Chi siete, cosa fate, come contattarvi. Poche pagine scritte bene valgono più di venti pagine riempite per fare volume.
- Landing page. Una pagina sola, un obiettivo solo, pensata per reggere il traffico di una campagna e per misurare quante richieste porta davvero.
- Siti multilingua. Non la traduzione automatica infilata sopra: versioni
separate, con i collegamenti
hreflangche dicono a Google quale mostrare a chi. - Siti collegati ai vostri sistemi. Catalogo, disponibilità, prenotazioni, moduli che finiscono nel gestionale invece che in una casella di posta.
- Blog e contenuti. Quando la strategia è farsi trovare su domande precise e non sul nome dell'azienda.
Cosa vi portate a casa
- Pagine leggere. Niente framework caricato per mostrare del testo. Meno chilobyte significa meno abbandoni da telefono e in rete lenta.
- SEO tecnica fatta, non promessa. Titoli e descrizioni unici per pagina, dati
strutturati, sitemap,
hreflangreciproci, immagini con dimensioni dichiarate. - Leggibile davvero. Contrasti verificati sopra la soglia AA, navigazione da tastiera, testi alternativi. Serve a chi ha una vista imperfetta e a Google allo stesso modo.
- Regola sui cookie rispettata. Banner che blocca gli script finché non si accetta, non un avviso decorativo messo sopra un tracciamento già partito.
- Tutto intestato a voi. Dominio, hosting, account di analisi e codice sorgente. Se un domani cambiate fornitore, portate via il sito.
Come lavoriamo
- Analisi (gratuita). A chi parla il sito, cosa deve far succedere, cosa c'è già. Alla fine sapete quante pagine servono e cosa manca per scriverle.
- Struttura e testi. Prima l'elenco delle pagine e cosa dice ognuna, poi la grafica. Chi parte dalla grafica riscrive tutto due volte.
- Costruzione. Vedete il sito online su un indirizzo di prova mentre cresce, non solo alla fine.
- Pubblicazione e misura. Messa online, invio agli strumenti dei motori di ricerca, e una pagina dove vedere quante visite e quante richieste arrivano.
Che tecnologia usiamo
La scegliamo dopo aver capito il sito, non prima. Quando il contenuto cambia di rado costruiamo pagine statiche: si caricano quasi istantaneamente, costano pochissimo da tenere online e non hanno un pannello di amministrazione da tenere aggiornato — che è anche il punto da cui passano quasi tutte le violazioni dei siti vetrina. Quando serve davvero una parte dinamica — un catalogo che si aggiorna, un'area riservata, delle prenotazioni — usiamo React e Next.js. Se preferite gestire i contenuti da un pannello, si può fare: è una scelta vostra, con i suoi costi di manutenzione, e ve li diciamo prima.
Due esempi verificabili
Questo stesso sito. Statico, quattro lingue, foglio di stile e script unici condivisi da tutte le pagine: la home pesa circa 8 KB compressi, senza contare i caratteri tipografici. È il tipo di risultato di cui parliamo.
Etna Guide Project. Sito in Next.js per una società di guide alpine e vulcanologiche sull'Etna, rifatto e messo in produzione nell'agosto 2026 con un giro di correzioni su sicurezza e prestazioni: la home è passata da 68 a 98 di Lighthouse mobile. Quattro lingue, escursioni prenotabili online con conferma. Andatelo a vedere.
Quanto costa
Il prezzo lo fissiamo a corpo, prima di iniziare, e non cambia in corsa. Quello che lo muove è sempre la stessa lista: quante pagine davvero diverse fra loro, quante lingue, chi scrive i testi, se servono fotografie nuove, e se il sito deve parlare con qualcosa — un gestionale, un catalogo, un sistema di prenotazioni. Un sito istituzionale con testi già vostri e una lingua sola sta all'estremo economico di questa scala; un sito multilingua con integrazioni all'altro. L'analisi e il preventivo non si pagano: se il numero non vi convince, avete perso una call.
Quando vi diciamo di no
Quando serve solo un indirizzo e un numero di telefono: una scheda ben curata su Google costa zero e si trova prima. Quando i contenuti non ci sono e nessuno ha intenzione di scriverli — un sito con testi finti non lo pubblichiamo. Quando volete un negozio online con migliaia di articoli ma nessuno che aggiorni le giacenze: il problema non è il sito, è chi lo tiene vivo. E quando un rifacimento non serve: se il sito attuale è brutto ma funziona e porta richieste, si migliorano le pagine che convertono, non si butta tutto.